Italian NT, USA Tour with BIP - BLOG


Friday, September 11, 2009, 04:44 PM ( 131 views )  - Posted by Administrator
La nostra strada incomincia a Las Cruces, cittadina del Nuovo Messico poco apprezzata dagli americani, dove si svolge la prima tappa del nostro tour negli Stati Uniti. Dopo sole due settimane dall’inizio dell’attività di questo nuovo gruppo, che parteciperà al campionato italiano di serie A2, abbiamo già l’opportunità di fare delle importanti esperienze di gioco contro squadre di ottimo livello.
Nel primo incontro affrontiamo la squadra dell’università di Florida State. Per noi è la prima partita in assoluto, e logicamente paghiamo dazio in quanto a confidenza con il gioco e affinità tra i giocatori. La pallavolo come sport di situazione presenta un continuo avvicendarsi di situazioni sempre diverse e riconoscerle e saperle affrontare efficacemente necessità di un po’ di allenamento. Nel periodo appena precedente la nostra partenza abbiamo appena avuto il tempo di dare una rispolverata alla tecnica individuale e nemmeno in tutti i fondamentali, di conseguenza prima di vedere una certa fluidità nel gioco servirà un po’ di tempo. L’inizio del primo set è stato buono da parte nostra, ma naturalmente ben presto siamo rimasti impantanati in qualche errore di troppo e la squadra americana, decisamente più rodata di noi ha potuto vincere il parziale in modo agevole. Il secondo e il terzo set sono stati più combattuti, infatti entrambi sono terminati con soli due punti di vantaggio per i nostri avversari. Tra le fila avversarie si sono fatte notare alcune individualità: una giocatrice serba dotata di una potente e molto precisa battuta al salto, e un’altra (nazionale Turca) a me e alle giocatrici campionesse d’Europa Juniores piuttosto nota poichè la scorsa estate abbiamo lottato in molte amichevoli prima ancora che nella semifinale dell’Europeo contro di lei. Proprio grazie al servizio della serba è dovuto l’appannamento che abbiamo avuto in particolare in ricezione durante il primo set, ma generalmente l’andamento della nostra squadra in questo fondamentale durante tutta la partita che non si è mai attestato su buonissimi livelli; la turca invece ha dato una grossa mano alla propria squadra fornendo equilibrio in tutti i reparti potendo contare su un’ottima tecnica individuale sia in fase offensiva che in ricezione e difesa. La difesa da subito si è imposta come una caratteristica di queste squadre, particolarmente votate a questo fondamentale: spesso infatti anche degli ottimi attacchi da parte nostra sono stati recuperati in qualche modo dalle nostre avversarie che hanno avuto molte palle da contrattaccare. Se sommiamo a questo il fatto che la nostra efficacia a muro non è ancora della qualità cui desideriamo arrivare anche grazie all’esperienza fornitaci da queste partite, si spiega come le nostre avversarie abbiano sempre avuto, anche nel secondo e terzo set, quel margine di tre o quattro punti per poter condurre il gioco senza affanni particolari.
Nel pomeriggio incontriamo la squadra dell’università di Illinois, guidata da Kevin Hambly. Rispetto alla partita del mattino siamo molto più bravi nel cercare di riconoscere e scegliere i momenti in cui è il caso di rischiare; quando invece non costruiamo un’azione pericolosa, piuttosto che sprecare, cerchiamo di creare qualche problema all’avversario nella ricostruzione e riproviamo a murare o difendere un successivo attacco. L’andamento dell’incontro è simile a quello mattutino, gli avversari hanno condotto le danze durante tutti e tre i parziali, ma in diversi momenti siamo stati in grado di metterli in difficoltà in particolare in ricezione, nonostante il loro ottimo libero. In questo fondamentale siamo migliorati rispetto al mattino e il nostro servizio che è considerato a ragione come molto efficace ha cominciato come detto a farsi sentire. Ancora a muro latitiamo un po’, anche perché la palleggiatrice americana si mette in mostra con delle ottime giocate, utilizzando velocità di gioco (palle rapide e basse traiettorie) oltre a diverse combinazioni d’attacco che caratterizzano spesso le squadre americane vedi anche il team di Florida State. Queste due caratteristiche sono piuttosto importanti per lo sviluppo della nostra abilità di gioco in particolare proprio nel fondamentale di muro, e di sicuro questa esperienza alla fine ci farà ritrovare molto arricchiti. Piccoli passi in avanti dunque e qualche momento in più nel quale abbiamo impensierito gli avversari. Elemento estremamente positivo non da sottovalutare, il fatto che le nostre ragazze, in entrambe le partite, hanno sempre cercato di vivere ogni punto a sé, non curandosi particolarmente del vantaggio avversario e sfruttando ogni momento per crescere in ogni situazione!
Il giorno successivo è il turno della squadra che ci ospita, New Mexico State University. Nel ranking dei college americani è una squadra di caratura leggermente inferiore alle due incontrate in precedenza e in più deve far fronte all’infortunio occorso alla sua miglior giocatrice in una delle precedenti partite del torneo. Nonostante questo, la squadra di casa, ottimamente guidata da coach Michael Jordan, riesce a metterci sotto per le prime due frazioni di gioco, complice anche il clima rovente che si respira nell’Arena dove almeno un migliaio di sostenitori fanno sentire il loro tifo incessante. L’atmosfera è elettrizzante fin dal pre-gara, sembra di essere in tv o ancor più dentro a un film tipo “any given Sunday”, qualcuno mi porta addirittura un foglio dove è specificato minuto per minuto il come avviene il riscaldamento pre-gara, la durata dei time-out è allungata per esigenze radio o tv, dopo il secondo set c’è uno stop di 10 minuti per altri motivi legati ai media, tutto è spettacolo, tutto è America. Ci spunta un bel sorriso quando ci viene fatto ascoltare l’Inno di Mameli in versione completa, e il pubblico ci incita battendo le mani come facciamo da noi per accompagnare Fratelli d’Italia. Il primo set è molto tirato sul finale e lo perdiamo a causa di troppi errori proprio nel fondamentale in cui mettiamo più pressione agli avversari ovvero il servizio. Nel secondo set ci diamo una “registrata” e passiamo da subito in vantaggio grazie a una buona prova in attacco, agevolati da una ricezione sempre in crescita col passare degli incontri. Purtroppo il nostro meccanismo si inceppa ancora e gli avversari riescono a spuntarla ai vantaggi. Durante il terzo, quarto e set diamo un po’ più di costanza alla nostra prestazione su tutti i fronti; cominciamo finalmente a subire meno a muro e a condurre spesso le redini del gioco mettendo in grossa difficoltà gli avversari che ci vedono risalire e conquistare meritatamente il tie-breack. Il quinto set lo giochiamo su alti livelli e al pubblico e agli avversari non resta che applaudire. Sembra un riassunto di quello che abbiamo imparato durante tutta la partita, muriamo, battiamo forte e siamo molto efficaci in attacco specialmente dalla seconda linea!
Alla fine si respira quel clima diverso, proprio della vittoria, enfatizzato dal contesto veramente speciale in cui ci troviamo. In questo primo torneo sono molto contento di due obiettivi centrati: crescere a piccoli passi nel gioco sistemando anche qualche piccolo aspetto tecnico, e inoltre, giocare fino in fondo ogni singolo punto di ogni singola partita per sfruttare al massimo l’occasione di imparare ad ogni azione!
L’esperienza qui in Nuovo Messico è stata entusiasmante sotto tutti i punti di vista. Per prima cosa l’accoglienza da parte dello staff dell’Università di New Mexico è stata eccezionale, con Chris e gli altri ragazzi, tutti estremamente attenti e disponibili, così come i tifosi che ci hanno accolto prima della partita con una specie di festicciola e così come l’organizzazione da parte di Tim e Jo. Quindi continuiamo il nostro viaggio sereni e ambiziosi. A presto!!!


<<First <Back | 1 | 2 | 3 | 4 | Next> Last>>